mercoledì 18 dicembre 2019
إفريقيانغ Africannagh: L'Unione delle Comore ha aperto consolato generale...
إفريقيانغ Africannagh: L'Unione delle Comore ha aperto consolato generale...: L'Unione delle Comore ha aperto mercoledì suo consolato generale a Laayoune in sud del Marocco. La cerimonia d'inaugurazione...
L'Unione delle Comore ha aperto consolato generale a Laayoune in Sahara Marocchino
L'Unione delle Comore
ha aperto mercoledì suo consolato generale a Laayoune in sud del Marocco.
La cerimonia
d'inaugurazione è stata presieduta dal ministro degli Affari Esteri, della
Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all'Estero, Nasser Bourita, e
dal suo omologo comoriano, Souef Mohamed El Amine.
In una dichiarazione
alla stampa, il console generale dell'Unione delle Comore a Laayoune, Sayed
Omar Sayed Hassan, ha accolto con favore le relazioni “fraterne” tra il Regno
del Marocco e l'Unione delle Comore, sottolineando che tali relazioni risalgono
agli inizi dell'indipendenza delle Comore.
È un “onore per
l'Unione delle Comore d’aprire un consolato generale nella “capitale del Sahara
marocchino", ha detto Sayed Hassan, aggiungendo che “l'apertura di questo
consolato conferma la marocchinita del Sahara e i legami fraterni tra i nostri
due paesi”.
Il diplomatico
comoriano ha invitato tutti i paesi africani a seguire l'esempio del suo paese e
aprire rappresentanze diplomatiche nelle città del Sahara marocchino dicendo: “Auspico
che altri paesi amici e fratelli del Marocco seguano l'esempio dell'Unione
delle Comore per dimostrare la loro solidarietà e fraternità nei confronti dei
nostri fratelli marocchini e il loro riconoscimento per tutto ciò che il Regno
del Marocco apporta ai nostri paesi e ovunque in Africa”.
La cerimonia di
apertura si è svolta in presenza del Wali della regione di Laayoune Saguia El
Hamra, Governatore delle province di Boujdour, Abdeslem Bekrate, e dei
governatori di Tarfaya e Smara, del presidente della regione, Sidi Hamdi Ould
Errachid, degli eletti della regione e dei rappresentanti delle organizzazioni
della società civile.
Da ricordare che la
Costa d'Avorio ha aperto, in giugno scorso, un consolato onorario nella stessa
città, mentre Gambia ha recentemente annunciato la prossima apertura del suo consolato
a Dakhla.
venerdì 13 dicembre 2019
Marocco. Il Re Mohammed VI nomina Commissione del Nuovo Modello di Sviluppo
Il Re Mohammed VI ha nominato, giovedì 12 dicembre, i membri della
commissione incaricata del Nuovo Modello di Sviluppo, presieduta da Chakib
Benmoussa, nominato il 19 novembre scorso.
Oltre al presidente, la Commissione è composta da 35 membri con alti
percorsi accademici e professionali pluralistici e un'importante conoscenza
della società marocchina e delle questioni politiche, economiche e sociali,
culturali e ambientali. La Commissione mobilita competenze marocchine che
operano sia in Marocco che a livello internazionale, attive e impegnate nei
settori pubblico, privato o della società civile.
Conformemente agli Alti orientamenti Reali, la Commissione dovrà
sin da ora esaminare con franchezza, audacia e obiettività lo stato della
situazione alla luce dei risultati conseguiti dal Regno, delle riforme avviate,
delle aspettative dei cittadini, del contesto internazionale attuale e dei suoi
futuri sviluppi. Entro l’estate prossima, la commissione presenterà all’Alta
Valutazione di Sua Maestà il Re le principali modifiche auspicabili e le
iniziative concrete in grado di adeguare il modello di sviluppo.
Nel corso dei suoi lavori, la Commissione opererà nel quadro di un
approccio partecipativo e inclusivo per favorire il più ampio coinvolgimento.
Composizione della Commissione speciale sul Modello
di Sviluppo:
Oltre al presidente Chakib Benmoussa, la commissione è composta da
35 membri, di cui l'elenco comunicato dal Gabinetto Reale:
ADDIOUI Adnane: Co-fondatore di “Moroccan Center for Innovation and
Social Entrepreneurship” e della piattaforma "Wuluj" relativa alla
partecipazione al finanziamento di progetti creativi e innovativi.
BENALI Laila: Esperto internazionale in strategia energetica e
sostenibilità. Economista, direttrice della strategia, dell’economia e della
sostenibilità all’APICORP. Presidente dell'Arab Energy Club.
BENMOUSSA Mohamed: Economista, ex amministratore del Consiglio
deontologico dei Valori Mobiliari, Vicepresidente dell’associazione Damir.
AGHZADI Rajae presidente dell’Associazione marocchina “Cuore delle
Donne”.
AMRANI BOUKHOBZA Mohamed: Rettore della facoltà di diritto di Tetouan.
BENLYAZID Farida: Regista e sceneggiatore.
BENZINE Rachid: Professore universitario all’Università Cattolica
di Lovanio e alla Facoltà di Teologia protestante di Parigi.
BOUCHIKHI Hamid: Esperto in imprenditoria e innovazione
manageriale. Presidente di Sol Bridge International School of Business con sede
a Daejeon, Corea del Sud. Membro dell’Istituto marocchino di intelligenza
strategica.
BOUNFOUR Ahmed: Professore universitario, titolare della cattedra
europea di gestione dell’immateriale all’Università di Parigi Sud.
CHAFIL Raja: Direttrice del Centro di competenza in materia di cambiamento
climatico 4C-Marocco, incaricato di sostenere le politiche climatiche in
Marocco e in Africa.
CHAMI Ahmed Reda: Ex ministro. Ex
ambasciatore. Presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale.
EL AOUFI Noureddine: Professore di Scienze
Economiche, Università Mohammed V di Rabat. Presidente dell’Associazione
Marocchine delle Scienze Economiche.
EL KADIRI Rita: Direttrice generale della
Fondazione "Zakoura" per l’istruzione, incentrata sull’innovazione
sociale.
EL KAMOUNY Khadija: Ingegnere, capo
progetto alla MASCIR, specializzato nello sviluppo verde.
FIKRAT Mohamed: Direttore d'impresa; Presidente della Commissione
per gli investimenti e la competitività della CGEM.
GUERRAOUI Rachid: Professore e direttore del Laboratorio di Algoritmica,
presso la Scuola Politecnico di Losanna, e l’Università Mohammed VI
politecnico.
HILALE Narjis: Professore all’International University Geneva
dedicato alle questioni dell’intelligenza artificiale e dello sviluppo delle
capacità delle donne.
HIMMICH Hakima: Professore in medicina; membro del CESE, membro del
CESE, attore associativo nel settore della salute.
JAIDI Larbi: Economista e professore universitario. Senior Fellow al Policy
Center for the New South.
JETTOU Driss: Ex Primo Ministro, Presidente della Corte dei Conti.
JOUMANI Ahmed: Sociologa specializzato nella cultura Hassani,
dedicato allo sviluppo territoriale.
KSIKES Driss: Scrittore, drammaturgo e direttore di Economia, Centro
di ricerca di HEM.
LAHLOU EL YACOUBI Ghita: Direttrice della Scuola centrale di
Casablanca. Presidente e co-fondatrice del Movimento "Cittadini".
LAROUI Fouad: Scrittore e professore universitario presso la
facoltà di scienze umane all’Università di Amsterdam.
MACHATE Khalid: Esperto in Trasformazione Digitale, Gestione
dell'Innovazione Imprese, Tecnologie Disruptive e Smart Cities.
MIRAOUI Abdellatif: Ex presidente dell'Università Cadi Ayyad a
Marrakech, professore delle università all'Università di Tecnologia di Belfort
Montbéliard (UTBM) - Francia
OMARY Noureddine: Ispettore delle Finanze.
Ex presidente della BCP. Ex Segretario generale del Ministero dell’economia e
delle finanze. Incarico di Missione al Gabinetto Reale.
OUHAJOU Lakbir: Docente - ricercatore in
geografia all’Università di Agadir. Esperti nello sviluppo territoriale e degli
Oasi
RACHIK Hassan: Antropologo, Sociologo e
professore all'Università Hassan II di Casablanca.
SAADANI Youssef: Economista, ex dirigente
di Bank Al Maghrib. Direttore degli Studi Economici presso la Cassa Depositi e
Gestione.
SLAOUI BENNANI Saadia: Presidente
direttrice generale di uno studio di consulenza; presidente della Commissione
"Impresa dei cittadini" della CGEM.
TAZI Karim: Uomo d’affari, attore
associativo e amministratore di società.
TERRAB Mostafa: Direttore generale del
gruppo OCP.
TOZY Mohamed: Esperto sociologo,
Professore delle Università di Scienze Po Aix-en-Provence. Presidente
dell’Associazione Targa Aid.
ZAOUI Michael: Banchiere d’Affari a
Londra ed ex vicepresidente di Morgan Stanley.
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Re Mohammed VI
lunedì 9 dicembre 2019
Marocco. Il Re Mohammed VI inaugura complesso Maamoura di calcio aperto anche a squadre straniere
L'infrastruttura sportiva marocchina si arricchisce un'altra volta con
un altro mega complesso calcistico d'eccellenza, infatti, il Re Mohammed VI ha
inaugurato, lunedì 9 dicembre, il Centro Nazionale di Calcio di Maamoura
situato vicino alla capitale Rabat, dopo rinnovamento e ricostruzione.
Si chiama "Complexe Mohammed VI de Football", struttura
integrata dedicata alle prestazioni e allo sviluppo di una pratica calcistica
di alto livello, realizzata dalla Federazione Royale Marocaine de Football
(FRMF), traduce l’alta sollecitudine che il Sovrano ha sempre dato allo sport e
la gioventù e la sua volontà di garantire ai professionisti del calcio
nazionale tutte le condizioni di successo affinché possano rappresentare il
loro paese come si deve.
Costruito su un terreno di 29,3 ettari, è destinato ad accogliere le
squadre nazionali in fase di preparazione, nonché le squadre nazionali
straniere che desiderano effettuare i loro stage di concentrazione in Marocco.
L’apertura di questo edificio sportivo alle squadre straniere permetterà
anche di diventare una leva per lo sviluppo del turismo nazionale e di
promuovere l’irradiamento internazionale del Regno Marocchino.
Il nuovo complesso che, è dotato di infrastrutture e attrezzature di
punta conformi agli standard della FIFA, che ne fanno uno dei più importanti al
mondo, ospita abitazioni e albergo di lusso di oltre 400 posti letto.
Tra l'altro, ci sono quattro campi di calcio naturale, tre campi
sintetici, un campo coperto, una sala che può ospitare partite di calcio di
futsal, una piscina olimpica all'aperto, due campi da tennis e uno di Beach
Soccer.
Il Complesso comprende anche un centro di medicina sportiva e di varie
prestazioni mediche di nuova generazione in sintonia con le norme della FIFA.
Importanti spazi di ristorazione e di svago, un auditorium di 221 posti
per ospitare varie manifestazioni (conferenze, proiezioni di film) nonché
edifici amministrativi.
La realizzazione del Complesso Mohammed VI di calcio, che ha richiesto
un budget di 630 milioni di dirham, rientra nell’ambito dell’attuazione del
programma nazionale di potenziamento delle infrastrutture calcistiche nazionali
che prevede, nella sua parte il rafforzamento della formazione, oltre alla
costruzione di questo complesso, il sostegno alla realizzazione di centri di
formazione dei club nazionali (RCA, FUS, MAT, WAC, RSB) e la realizzazione di
cinque centri federali di formazione. Si tratta del centro regionale di calcio
di Saidia in nord est (progetto in corso di completamento) e di altri quattro
previsti a Ifrane, Ksar Lakbir, Beni Mellal e Agadir (progetti in corso di
studio).
Nell'ambito del programma "Sviluppo della pratica
calcistica", l'ambizioso programma prevede in particolare la
ristrutturazione di 138 campi di calcio in erba sintetica (98 terreni
completati e 40 in fase di avviamento) e di 13 campi in prato naturale, di cui
12 completati e uno in corso di lavori.
lunedì 18 novembre 2019
Sindaco di Hoceima presidente CGLU – Mondo. Ben valorizzato il modello marocchino di governance locale
Il Marocco è stato eletto, nella persona di Mohamed Boudra sindaco
della città marocchina Al-Hoceima, a
capo dell’Organizzazione Città e Governi Locali Uniti (CGLU - Mondo), avvenuta
in occasione del vertice mondiale di CGLU che si è concluso venerdì 15 novembre
a Durban in Sudafrica.
L’elezione di Boudra è avvenuta per acclamazione dopo il ritiro nel
voto finale del candidato russo sindaco di Kazan, Ilsur Metshin. Al primo
turno, giovedì, Boudra aveva ottenuto 100 voti su 221, contro 66 per il russo
Metshin e 55 per il portoghese Fernando Medina, sindaco di Lisbona. Il
candidato spagnolo, Ada Colau, sindaca di Barcellona, si era ritirata.
Si tratta di un chiaro riconoscimento della politica avviata da
venti anni dal Re Mohammed VI per il rafforzamento della democrazia locale; la
promozione del decentramento e la regionalizzazione avanzata; l’ammodernamento
urbano e rurale e di riduzione delle disparità territoriali, allo scopo di
garantire la giustizia territoriale e di garantire alle collettività locali le
possibilità di uno slancio economico e sociale e di raggiungere gli obiettivi
di sviluppo in tutti i settori.
La città di Al-Hoceima, infatti, è una delle espressioni di questa
dinamica di sviluppo locale che il Marocco sta estendendo con l’obiettivo di
collegare l’intero territorio nazionale al processo di accelerazione economica,
di adeguamento territoriale e di generalizzazione dei servizi sociali a livello
di istruzione, sanità, cultura e infrastrutture. Cosi, con il programma
“Al-Hoceima, Manarat Al-Moutawassit” di 6,5 miliardi di Dirham, lanciato dal Re
Mohammed VI nel 2015, questa città gode di un notevole slancio per diventare un
vero polo economico e culturale e in una destinazione attraente per gli
investimenti. La dinamica marocchina di sviluppo ha stimolato interesse a
livello internazionale, in particolare da parte dei paesi africani che hanno
sostenuto la candidatura del Marocco alla presidenza di CGLU – Mondo. “é un riconoscimento”,
secondo Boudra, “degli sforzi e del ruolo del Marocco in materia di
cooperazione Sud-Sud e Nord-Sud”.
Il Marocco con successo aveva organizzato sotto il patrocinio del Re
Mohammed VI l'8° Summit Africities a novembre 2018 che ha visto la
partecipazione di oltre 8 mila leader territoriali di diversi paesi dell'Africa
e del mondo e ha riflesso una nuova immagine positiva di un'Africa fiduciosa
che aspira a un futuro migliore.
In un momento chiave per la realizzazione della sua agenda dello
sviluppo, il congresso mondiale ha nominato la sindaca di Barcellona Inviata
speciale delle città alle Nazioni Unite, riconoscendo anche la sua leadership
assunta negli ultimi anni su questioni come il diritto alla casa, la lotta
contro le disuguaglianze e la difesa dei diritti umani.
Con circa 3000 delegati provenienti da diverse regioni del mondo,
il vertice mondiale delle città e dei governi locali uniti è considerato il più
grande raduno mondiale di leader locali e regionali e di attori interessati
agli affari locali.
L’UCLG, la principale rete mondiale di città riunisce più di
240mila enti locali, metropolitani, provinciali e regionali di 140 paesi, offre
l'opportunità di discutere questioni di sviluppo sostenibile a livello locale,
regionale e globale, la sua voce è sempre più riconosciuta e ascoltata da altre
amministrazioni statali e organizzazioni internazionali.
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lunedì 11 novembre 2019
"La bandiera del Marocco non si tocca"! Manifestazione a Parigi
Domenica
10 novembre la Place dei diritti umani di Trocadero a Parigi si è sfilata di
rosso, colore della bandiera marocchina. Erano in migliaia i marocchini venuti
da diverse regioni francesi e dall'Europa per celebrare la bandiera nazionale
in occasione del 44esimo anniversario della Marcia Verde.
In
un clima di festa, con la bandiera nazionale a mano, si sono dati appuntamento
a Parigi per manifestare il loro indiscusso attaccamento ai simboli sacri del
loro paese d'origine e per denunciare la profanazione dell'emblema nazionale
avvenuta il 26 ottobre scorso, in una piazza parigina da individui provenienti
dal Rif.
"Stiamo
celebrando la nostra bandiera nazionale che è stata per i 350mila volontari
pacifici della Marcia Verde un tratto di unione e una forza unionista per
liberare le nostre province del sud" dal colonialismo spagnolo nel 1975,
ha dichiarato Said Laatiriss, presidente dell'associazione Dynamic Marocco,
promotrice con diverse associazioni di questo grande raduno. "Con nostro
presidio di oggi, riviviamo questa sacra unione e rinnoviamo il nostro giuramento
per un Marocco unito e indivisibile sotto la guida illuminata del nostro
Re", ha continuato Laartiriss.
Per
Simon Skira, segretario generale della Federazione francese dell'Ebraismo
Marocchino, la bandiera marocchina è un simbolo "sacro" al quale nessuno
può attaccare". "Viva Sua Maestà il Re Mohammed VI e Dio protegga
tutta la famiglia Reale", ha detto.
Dalla
sua parte il Consiglio della Comunità Marocchina all'Estero (CCME) ha
condannato con la massima fermezza “il comportamento vile di alcuni individui
che hanno bruciato la bandiera nazionale durante un presidio organizzato a
Parigi il 26 ottobre 2019”, affermando che si tratta di un "reato di
blasfemia alla sacralità della sovranità nazionale e di un'offesa alla dignità
di tutti i marocchini ovunque siano".
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giovedì 7 novembre 2019
Marcia Verde. Sviluppo economico continua in Sahara
La Marcia Verde è un simbolo assoluto della simbiosi che unisce il Trono e il popolo
marocchino
Il Regno del Marocco ha celebrato il 06 novembre 2019 il 44esimo
anniversario della Marcia Verde, organizzata in risposta all'appello del
defunto Re Hassan II nel 06 novembre 1975, in cui 350.000 volontari pacifici si
sono mobilitati sul livello nazionale per raggiungere il territorio marocchino
detto impropriamente “Sahara spagnolo o Sahara Occidentale” occupato dalla
Spagna. La storica Marcia Verde, salutata da tutto il mondo, rimarrà per sempre
nella memoria collettiva dei marocchini come evento storico di lotta per
l’indipendenza e il completamento dell’integrità territoriale. L’evento rispecchia
la forte coesione tra il Trono Alauita e il popolo marocchino, nonché la loro
unanimità intorno alle costanti e ai valori sacri della nazione.
Da segnalare che in via pacifica e di dialogo la Spagna, firmando
l’Accordo di Madrid con il Marocco, ha deciso di ritirarsi subito dai territori
meridionali marocchini.
Sviluppo continuo in Sahara …
Oggi, il territorio lasciato dall’occupazione spagnola con zero
investimento, ha raggiunto un gigantesco sviluppo economico e sociale, infatti,
sono in corso con determinazione su tutti livelli, le azioni principalmente prioritarie
di sviluppare ancora questa regione. Secondo il Ministero dell’Economia e della
Finanza, il programma di sviluppo delle province meridionali iniziato negli
ultimi due anni con 87 progetti completati con un costo complessivo di oltre 7
miliardi di DH. Gli investimenti statali passeranno da 77 a 81 miliardi di Dh
entro 2020. Alla fine del 2018 il loro tasso di esecuzione è stato superiore al
70 per cento.
In questi anni il Sahara ha conosciuto uno sviluppo grandioso su
tutti gli aspetti: sviluppo delle città grazie alla raggruppamento della
popolazione, la costruzione di un’infrastruttura di base moderna e la
realizzazione di progetti economicamente produttivi per la popolazione locale. Le
aziende internazionali e le multinazionali si fidano del potenziale economico
delle province meridionali. Non è per caso, per esempio, l’apertura di un nuova
ristorante Mc Donald's di Laayoune nel 2017, mentre il nuovo porto atlantico di
Dakhla, di un budget di 96 milioni di dollari, creerà 183.000 posti di lavoro
entro 2030 e costituirà un punto di svolta per gli scambi con l’Africa e
l’America latina. Oggi le province del sud, servite da diverse compagnie aeree
internazionali, sono diventate una meta turistica famosa, attraendo grandi
conferenze e manifestazioni a portata regionale e internazionale come il Forum
Crans Montana.
Sahara trait d’union tra Marocco e Africa sub-sahariana
“Il Sahara marocchino è la porta del Marocco verso l’Africa
sub-sahariana”, e costituisce un vero e proprio trait d’union tra Marocco e il
resto dell’Africa dal punto di vista geografico, umano ed economico, ha
affermato mercoledì il Re Mohammed VI in occasione della festa di Marcia Verde.
Il Marocco occupa tuttavia un posto di primo piano in Africa, in campo
economico, politico, culturale e religioso, ha aggiunto il Re Mohammed VI,
esprimendo la sua determinazione a erigere il Regno come attore chiave della
costruzione dell'Africa di domani. Ciò attraverso il costante rafforzamento
delle relazioni umane, economiche e politiche che uniscono Marocco ai paesi
africani.
Il Gran Magreb soffre dello statu-quo
A livello del Maghreb, il Sovrano ha riaffermato l’impegno del
Marocco a instaurare relazioni sane e solide con gli altri Stati magrebini. “Alla
luce delle opportunità e della posta in gioco che essa comporta, la situazione
attuale nella regione e nel Mediterraneo sollecita la nostra attenzione e ci
induce ad intraprendere un’azione costruttiva”. Il Re Mohammed VI spiega che
“la gioventù magrebina esige da noi la creazione di uno spazio aperto, propizio
all’interazione e allo scambio”, mentre il settore degli affari esige che le siano
garantite condizioni favorevoli al suo sviluppo. “Allo stesso modo, i nostri
partner, in particolare europei, hanno bisogno di un socio efficace”, “i nostri
fratelli d’Africa subsahariana attendono che i nostri paesi contribuiscano a
realizzare i programmi e ad affrontare le grandi sfide del continente” e,
infine, “i nostri fratelli arabi desiderano che il Gran Magreb si associ alla
costruzione di un nuovo ordine arabo”, ha sottolineato il Sovrano.
“Le speranze e le
aspettative sono enormi; le sfide sono numerose e complesse. Tuttavia, si può
deplorare che alcuni non ne misurino l’importanza”, ha proseguito il Re per il
quale “il nostro nemico comune risiede nell’immobilismo e nel basso livello di
sviluppo che ancora conoscono i nostri cinque popoli”. I paesi maghrebini sono
Marocco, Mauritania, Tunisia, Libia ed Algeria.
l’Iniziativa di autonomia del Sahara è la concreta soluzione ricercata
dall’ONU
Al livello dell’ONU, il Sovrano ha insistito sull'impegno del Regno
a difendere la sua integrità territoriale e la sua piena adesione al processo
dell'ONU per la risoluzione di questa disputa regionale, ricordando le basi che
hanno sempre guidato l'azione del Marocco.
Il Sovrano ha sottolineato che lo slancio del 1975 continua ancora
oggi, concretizzato dal suo impegno a portare a termine lo sviluppo di tutte le
regioni del Regno, comprese quelle del sud.
E sulla questione dell’integrità territoriale del paese e della sua
piena sovranità sui suoi territori, Mohammed VI ha ricordato i principi
fondamentali che animano il Marocco. Sulla Marocchinità del Sahara, il Marocco
ha sempre mostrato una posizione chiara, ispirata da una fede incrollabile
nella giustezza della sua causa e nella legittimità dei suoi diritti. Poi ha
evidenziato che, in linea con il processo politico dell'ONU e con le
risoluzioni del Consiglio di sicurezza, il Marocco continuerà a lavorare con
sincerità e buona fede per giungere a una soluzione politica, realistica,
pragmatica e consensuale.
Il Re ha inoltre messo in risalto che l’iniziativa di autonomia
proposta dal Regno e ampiamente accolta dalla comunità internazionale resta
l’unica base di negoziazione. Seria, credibile, equa nei suoi orientamenti,
l’Iniziativa di autonomia costituisce la traduzione concreta della soluzione
ricercata. Infatti, è l’unica via possibile per giungere a una soluzione del
conflitto, nel pieno rispetto dell’unità nazionale e dell’integrità
territoriale del Regno. Questa prospettiva si è rafforzata dal fatto che un
numero sempre crescente di paesi (oltre 163 ad oggi) non riconosce l’entità
fittizia della “RASD” basata in Algeria. “L’Iniziativa di autonomia è sostenuta
anche dai partenariati e dagli accordi che legano le grandi potenze e un certo
numero di paesi fratelli e amici al nostro paese e che coprono tutte le sue
regioni, comprese le province del Sud”, ha sottolineato il Re.
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