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venerdì 17 gennaio 2020

Aperti cinque consolati africani in Sahara Marocchino


Dopo Costa d’Avorio, Gambia e Unione delle Comore, ecco Guinea e Gabon hanno aperto venerdì i loro Consolati generale a Dakhla e a Laayoune in Sahara Marocchino.
La cerimonia d’inaugurazione della rappresentanza guineana è stata presieduta dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo guineano, Mamadi Touré. Mentre quella del Gabon è stata presieduta da Nasser Bourita, e dal suo omologo gabonese, Alain-Claude Bilie-By-Nze.
L’apertura del consolato Guineano a Dakhla riflette una specificità particolare nelle relazioni bilaterali storiche distinte tra Marocco e Guinea, che si sono ben rafforzate grazie alle visite del Re Mohammed VI a Conakry nel 2014 e 2017 e alle visite del Presidente Alpha Condé in Marocco negli ultimi anni, ha sottolineato Bourita in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo guineano.
Rabat e Conakry hanno instaurato relazioni basate su solide basi storiche, forti legami umanitari e intese su tutte le questioni regionali, ha proseguito Bourita, notando che la Guinea ha sempre avuto una posizione costante, chiara e positiva sulla questione del Sahara marocchino, così come ha sempre sostenuto le legittime posizioni del Regno intorno al suo Sahara.
“La Guinea è sempre stata al fianco del Marocco in tutte le sue azioni diplomatiche in seno all'Unione Africana (UA) e all'ONU”, ha spiegato, affermando che “l'apertura oggi di un consolato si inserisce in linea con queste posizioni costanti, sin dall'inizio di questo conflitto regionale artificiale intorno alla Marocchinita del Sahara”. Il presidente della Repubblica di Guinea, Alpha Condé, ha svolto un ruolo importante nel ritorno del Marocco all’UA, quando era il presidente di tale organizzazione, ha proseguito Bourita.
Il ministro ha inoltre affermato che l’apertura del consolato consentirà di interagire con la comunità guineana, di sviluppare le relazioni economiche e commerciali e di sostenere la presenza degli studenti guineani nella regione.
Al di là della sua portata politica e diplomatica, l’apertura di questa rappresentanza costituisce un mezzo di interazione economica, partendo dal fatto che la città di Dakhla costituisce un autentico collegamento tra il Marocco e la sua profondità africana, ha proseguito il ministro.
La dinamica dell’apertura di queste rappresentanze diplomatiche è un chiaro messaggio rivolto dal Marocco a coloro che desiderano trovare una soluzione nel quadro della piena sovranità marocchina sulle sue province meridionali e l’integrità territoriale del Regno, dal momento che la marocchinita del Sahara si consolida ogni giorno, attraverso posizioni diplomatiche e misure giuridiche, come l’apertura di consolati, le continue dichiarazioni positive di paesi aventi peso e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza”, ha osservato.
Da parte sua, il ministro degli Esteri guineano Mamadi Touré ha sottolineato che la decisione di aprire un consolato generale a Dakhla è un atto sovrano della Guinea, che concretizza ancora una volta le posizioni costanti del suo paese nei confronti del Sahara del Marocco sia in seno all’ONU, all’Unione africana (UA) che in altre sedi internazionali e che l’apertura s’iscrive nella continuità del rafforzamento delle relazioni bilaterali al servizio degli interessi comuni dei due Paesi.
La rappresentanza diplomatica avrà la missione di vigilare sul benessere dei cittadini guineani e di difendere i loro interessi nelle province meridionali del Regno, ha proseguito Turé, sottolineando che l’apertura di questo consolato è “un esempio concreto” delle relazioni di cooperazione “distinte” tra Marocco e Guinea.


venerdì 10 gennaio 2020

Gambia apre un consolato generale in Sahara Marocchino


Dopo Costa d’Avorio e l’Unione delle Comore, la Repubblica del Gambia ha aperto suo consolato generale in sud del Marocco a Dakhla. La cerimonia dell'inaugurazione è stata presieduta proprio  dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all'Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo gambiano, Mamadou Tangara. L'apertura si inserisce in linea dritta con la posizione costante di questo paese africano rispetto alla questione del Sahara marocchino, ha affermato Bourita nella conferenza stampa congiunta con il suo omologo gambiano.
Gambia ha sempre sostenuto la legittimità internazionale e i diritti storici del Regno in tutte le sedi regionali e internazionali, ha spiegato. Inoltre, ha sottolineato l'importanza di questo evento nella storia delle relazioni solide e storiche tra Marocco e Gambia, relazioni che hanno conosciuto una grande evoluzione negli ultimi anni, ricordando in tale contesto la prossima riunione della commissione mista a Banjul, dove una serie di convenzioni saranno firmate in diversi settori.
Molti paesi manifestano il loro interesse ad aprire rappresentanze diplomatiche nelle province meridionali, per esprimere il loro sostegno alla marocchinita del Sahara, ha osservato, facendo sapere che altri consolati saranno aperti a Dakhla e Laayoune da paesi africani e non africani.
L'apertura del consolato gambiano a Dakhla e quello dell'Unione delle Comore a Laayoune conferma che la marocchinita del Sahara è irreversibile, ha voluto precisare Bourita, sottolineando che, come altri consolati hanno sede a Marrakech, Casablanca o Tangeri, “è normale che tali rappresentanze diplomatiche siano presenti nelle province sud del paese nell'ambito della sovranità del Marocco”. Questa decisione rafforza anche la dinamica positiva della causa nazionale sulla scena internazionale grazie al costante sostegno espresso da diversi paesi al Marocco.
Oltre alla sua portata politica, l'apertura di queste rappresentanze diplomatiche costituisce una leva per lo sviluppo di scambi commerciali ed economici tra il Marocco e questi paesi, ha detto, notando che questi consolati svolgeranno un ruolo importante nel rafforzamento delle relazioni tra il Regno ed Africa e che, attraverso la città di Dakhla, sarà un vero polo economico nel sud del Marocco.
La città di Dakhla costituisce un vero e proprio trait d’union tra il Marocco e la sua profondità africana, ha continuato Bourita, sottolineando che questa città è dotata di alti istituti di formazione professionale che potranno essere messi a disposizione dei fratelli africani per beneficiare dell'istruzione e di tirocini in settori di interesse comune, in questo caso la pesca marittima, il turismo e l'agricoltura.
Da parte sua, il ministro gambiano degli Affari Esteri ha sottolineato che la decisione del suo paese di aprire un consolato generale a Dakhla è un atto di sovranità conforme alle regole e agli usi diplomatici, aggiungendo che tale atto si inserisce nella logica proseguita da Gambia sin dalla sua indipendenza, vale a dire il riconoscimento del Marocco e del suo Sahara. In tale contesto, ha ribadito la posizione del Gambia che “non ha mai sofferto di ambiguità sulla questione del Marocco e dell’integrità territoriale del Marocco”. Tangara ha inoltre accolto con favore il fatto che tale apertura costituisca un “evento storico”, dato che Gambia è il primo paese africano ad aver aperto una rappresentanza diplomatica in questa città, notando che è solo l'inizio di una forte dinamica di cooperazione tra i due paesi, in particolare dopo l'apertura di un'ambasciata a Rabat e di un consolato onorario a Casablanca.
Il Regno del Marocco esercita effettivamente la sua sovranità sul Sahara e la decisione del Gambia di aprire una rappresentanza consolare in questa regione del Regno si inserisce nel quadro delle posizioni espresse da questo Stato in seno all’Assemblea generale dell’ONU e ad altri forum internazionali che sostengono l’integrità territoriale del Marocco, ha insistito. Il capo della diplomazia gambiana ha sottolineato che “qualsiasi critica a questa decisione rappresenta un’ingerenza nelle relazioni diplomatiche tra due paesi africani sovrani, Marocco e Gambia”.
Lo scorso giugno la Costa d'Avorio ha aperto un consolato onorario a Laayoune e a dicembre l'Unione delle Comore ha inaugurato suo consolato generale nella stessa città.


mercoledì 18 dicembre 2019

L'Unione delle Comore ha aperto consolato generale a Laayoune in Sahara Marocchino


L'Unione delle Comore ha aperto mercoledì suo consolato generale a Laayoune in sud del Marocco. 
La cerimonia d'inaugurazione è stata presieduta dal ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all'Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo comoriano, Souef Mohamed El Amine.
In una dichiarazione alla stampa, il console generale dell'Unione delle Comore a Laayoune, Sayed Omar Sayed Hassan, ha accolto con favore le relazioni “fraterne” tra il Regno del Marocco e l'Unione delle Comore, sottolineando che tali relazioni risalgono agli inizi dell'indipendenza delle Comore.
È un “onore per l'Unione delle Comore d’aprire un consolato generale nella “capitale del Sahara marocchino", ha detto Sayed Hassan, aggiungendo che “l'apertura di questo consolato conferma la marocchinita del Sahara e i legami fraterni tra i nostri due paesi”.
Il diplomatico comoriano ha invitato tutti i paesi africani a seguire l'esempio del suo paese e aprire rappresentanze diplomatiche nelle città del Sahara marocchino dicendo: “Auspico che altri paesi amici e fratelli del Marocco seguano l'esempio dell'Unione delle Comore per dimostrare la loro solidarietà e fraternità nei confronti dei nostri fratelli marocchini e il loro riconoscimento per tutto ciò che il Regno del Marocco apporta ai nostri paesi e ovunque in Africa”.

La cerimonia di apertura si è svolta in presenza del Wali della regione di Laayoune Saguia El Hamra, Governatore delle province di Boujdour, Abdeslem Bekrate, e dei governatori di Tarfaya e Smara, del presidente della regione, Sidi Hamdi Ould Errachid, degli eletti della regione e dei rappresentanti delle organizzazioni della società civile.
Da ricordare che la Costa d'Avorio ha aperto, in giugno scorso, un consolato onorario nella stessa città, mentre Gambia ha recentemente annunciato la prossima apertura del suo consolato a Dakhla.


venerdì 29 marzo 2019

Marocco: ministro Esteri Bourita, politica estera è “questione di sovranità”


Casablanca, 29 marzo - Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del Marocco, Nasser Bourita, ha affermato ieri nella conferenza stampa congiunta con suo omologo giordano Ayman Safadi dopo l'incontro tra Re Mohammed VI e Abdallah II di Giordania,  che le relazioni con i paesi del Golfo, in particolare con l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, sono sempre state storiche profonde e il Marocco ha sempre voluto preservarle e rafforzarle, tuttavia “la politica estera è una “questione di sovranità” per il Marocco. “Può accadere che non siamo d'accordo su alcune questioni, la politica estera è una questione di sovranità, e in Marocco si basa anche su principi e costanti”, ha aggiunto.
La coordinazione dovrebbe farsi in due direzioni, non deve essere sulla carta ma deve coprire tutte le questioni importanti nel Medio Oriente e in Nord Africa come la crisi libica.
Bourita ha evidenziato che la preservazione di questa relazione dovrebbe essere un impegno di entrambi le parti, e si non è il caso, sarebbe normale che tutte le alternative siano esaminate.
Re Abdallah II della Giordania era in visita officiale in Marocco il 27 e 28 marzo.

martedì 29 gennaio 2019

VENEZUELA – MAROCCO. COLLOQUIO TELEFONICO TRA JUAN GUAIDO E MINISTRO DI MAE BOURITA


Nasser Bourita, ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale del Marocco, ha avuto un colloquio telefonico, il 29 gennaio 2018, con Juan Guaido, presidente de l’Assemblea Nazionale di Venezuela, a richiesta di quest’ultimo.
Bourita, oltre a far conoscere al suo interlocutore la massima attenzione con la quale  il Regno del Marocco segue gli sviluppi in corso in Venezuela, ha espresso a Juan Guaido il sostegno del Regno del Marocco a tutte le azioni prese per rispondere alle aspirazioni legittime del popolo venezuelano nella democrazia e nel cambiamento.
Dalla sua parte, Guaido ha espresso la sua volontà di rilanciare, su basi sani e serene, le relazioni di cooperazione tra Marocco e Venezuela, e levare gli ostacoli che hanno potuto inquinare la loro evoluzione.

martedì 20 novembre 2018

Rafforzamento di partenariato strategico tra i Regni del Marocco e della Spagna era al centro dei colloqui di Pedro Sanchez a Rabat


Il rafforzamento del partenariato strategico tra i Regni del Marocco e della Spagna era al centro dei colloqui di Pedro Sanchez, Capo del governo spagnolo, che ha effettuato la sua prima visita al Marocco il 19 novembre 2018.
Secondo il comunicato del Gabinetto Reale, Pedro Sanchez è stato ricevuto dal Re Mohammed VI nel Palazzo Reale di Rabat: “L'udienza accordata al Capo dell'Esecutivo spagnolo è stata l'occasione di esaminare i vari aspetti delle relazioni bilaterali nelle sue componenti politiche, economiche, della sicurezza e culturali. Le questioni regionali ed internazionali sono state al menu di queste colloqui”.
Durante quest'udienza, il Re ed il Presidente del Governo spagnolo si sono accordati sulla necessità di impulsare maggiormente le relazioni bilaterali consolidando la concertazione politica e dando più dinamismo al partenariato economico concreto rafforzando in particolare il ruolo del settore privato.
 “Sul piano regionale, dopo aver rilevato l'eccellenza delle relazioni tra i due paesi e la convergenza delle vedute circa tutte le questioni affrontate, Sua Maestà il Re ed il Presidente del Governo spagnolo si sono rallegrati per il livello della cooperazione tra i due paesi di fronte alle multiple sfide riguardanti lo sviluppo, la sicurezza e la stabilità in Africa, in Mediterraneo ed in Medio Oriente”, fa sapere il comunicato.
All’udienza hanno assistito dalla parte spagnola, il Ministro dell’Interno, Fernando Grande Marlaska, l'ambasciatore di Spagna a Rabat, Ricardo Diez  Hochleitner, ed il segretario generale degli Affari internazionali alla Presidenza del governo, José Manuel Albares, mentre dalla parte marocchina, hanno assistito il consigliere del Re, Fouad Ali El Himma, il Ministro dell’Interno, Abdelouafi Laftit, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Nasser Bourita, e l'ambasciatore di Sua Maestà il Re a Madrid, Karima Benyaich.